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GognaBlog

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Immaginiamo l’alpinismo del 2000

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Immaginiamo l’alpinismo del 2000

Lettura : spessore-weight(3), impegno-effort(3), disimpegno-entertainment(3)

Lettura

Esattamente trenta anni fa, il 6 maggio 1988, si teneva a Trento, nell’ambito del Film Festival, il convegno Immaginiamo l’alpinismo del 2000 , ideato dal direttore Emanuele Cassarà . Con la moderazione di Leonardo Bramanti , presidente generale del CAI, erano relatori Dennis Gray , segretario generale del British Mountaineering Council, ed Enrico Camanni , allora direttore della rivista Alp .

Emanuele Cassarà Leonardo Bramanti Dennis Gray Enrico Camanni

Tra gli interventi del pubblico ci furono quelli di Jim Bridwell , Kurt Diemberger , Spiro Dalla Porta Xydias, Michel Drapier, Bepi De Francesch, Silviane Tavernier, Paola Gigliotti, Bernard Amy , Alessandro Giorgetta, Allen Steck , Royal Robbins , Henri Henrion, Franco Alletto, Andrea Mellano (presidente della FASI, Federazione Arrampicata Sportiva Italiana), Christophe Profit , Michele Dalla Palma, Alessandro Gogna , Bernard Newman (direttore di Mountain ), Wanda Rutkiewicz , Hans Marguerettaz e Riccardo Cassin .

Jim Bridwell Kurt Diemberger Bernard Amy Allen Steck Royal Robbins Christophe Profit Alessandro Gogna Bernard Newman Wanda Rutkiewicz Riccardo Cassin

Proponiamo qui le due relazioni portanti e i due interventi di Gogna e Newman.

Relazione di Dennis Gray (segretario generale del British Mountaineering Council)Ringrazio il Presidente del Club Alpino Italiano per la sua introduzione e ringrazio anche gli organizzatori del Festival per avermi invitato. Ho fatto parte della Giuria Internazionale ed è stato molto interessante vedere tutti i film, anche se faticoso – mi sono venuti gli occhi strabici. Io sono profondamente convinto che non vale la pena dire agli arrampicatori – dettare ai giovani arrampicatori – ciò che dovrebbero e ciò che non dovrebbero fare. L’unica cosa che mi permette di parlare oggi è che quando sei stato attivo per un lungo periodo – sei testimone di molte evoluzioni – a volte puoi parlare di più argomenti rispetto a coloro che hanno meno esperienze. Vi prego di accompagnarmi in un viaggio immaginario, come se fossimo seduti qui nell’anno 2001. Come nel film The time machine un anziano scalatore Albert F. Mummery, che è morto alla fine del secolo scorso mentre affrontava una scalata veramente difficile al Nanga Parbat, è ritornato in vita per essere con noi, ed è arrivato qui oggi. È il 2001. Egli indossa la sua giacca di tweed e i suoi scarponi chiodati. Da uno dei maggiori scalatori attuali viene informato dei progressi fatti nel campo dell’alpinismo dai suoi giorni a oggi. Oggi possiamo salire le pareti nord delle Grandes Jorasses, del Cervino e dell’Eiger in mattinata; nel campo dell’arrampicata pura su roccia raggiungiamo difficoltà impensabili. L’Everest è stato salito lungo la sua cresta nord-ovest in una sola nottata a lume di pila frontale. Impressionante, è la risposta di Mummery. Ma soffermandosi a pensare un attimo pone le domande: ma avete ancora la musica, avete ancora la poesia, vi divertite ancora? Vi divertite ancora a leggere avventure? Amate ancora le Montagne? Perché senza queste cose, ne vale la pena? Le conquiste sono transitorie mentre amicizia, bellezza, amore e verità sono senza tempo.

82 Per molti aspetti, l’antitesi di Spencer e quella di Tocqueville procedono fianco a fianco e si accordano tra loro; poiché sembra che le società chiamate dal primo militari siano precisamente, sotto molti punti di vista, le aristocrazie descritte dal secondo, e che le società industriali dell’uno tendano a confondersi con le democrazie dell’altro. Tuttavia Spencer afferma che il militarismo genera la cooperazione obbligatoria, l’oppressione dell’individuo sotto la centralizzazione amministrativa, e che l’industrialismo produce la cooperazione volontaria, l’indipendenza individuale, la decentralizzazione. Tocqueville, al contrario, in pagine nelle quali si condensa l’erudizione più solida congiunta alla penetrazione più meditata e sincera, è obbligato a convenire, alla fine, controvoglia, che l’uguaglianza democratica, nata dall’uniformità generale, conduce quasi fatalmente a una centralizzazione oppressiva, regolamentare [ réglementatrice ] al massimo grado, e che le franchigie locali, le garanzie personali, trovano rifugi molto più sicuri nei periodi aristocratici fatti di differenza e di disuguaglianza. Questa confessione ha dovuto costargli caro, e non so come egli possa conciliare il suo amore appassionato per la libertà, superiore anche a quello per l’uguaglianza, con la sua simpatia per uno stato sociale conformista, intollerante, socialista in una parola, di cui ha la chiara visione. Il suo liberalismo, del resto, non è più inconseguente di quello del grande evoluzionista inglese. Comunque sia, chi dei due qui ha ragione? Bisogna concedere a Tocqueville che il regime aristocratico è decentralizzatore, differenziatore e, in un certo senso, liberale, e che il regime democratico è centralizzatore, livellatore e autoritario; oppure bisogna riconoscere a Spencer una proposta che sembrerebbe essere l’esatto contrario?

83 Credo che la tesi di Tocqueville contenga più verità, ma che egli abbia avuto il torto di non chiarire a sufficienza un aspetto del suo pensiero rimasto nell’ombra. In fondo, per regime aristocratico, egli intende il più delle volte l’impero dominante della consuetudine e, per regime democratico, l’impero dominante della moda; se avesse tradotto il suo pensiero come sto facendo io ora, sarebbe stato di una giustezza incontestabile. Ma la traduzione che egli ne ha dato è inesatta, poiché all’aristocrazia non è essenziale l’essere legata allo spirito di tradizione, e non è vero che ogni democrazia è accogliente rispetto alle novità. Il suo merito, tuttavia, è quello di aver prestato attenzione all’origine ereditaria o no dei poteri e dei diritti, dei sentimenti e delle idee, e di non aver affatto misconosciuto l’importanza capitale di questa distinzione, che viene trascurata o soltanto sfiorata da Spencer. Quest’ultimo non distingue affatto il militarismo ereditario e consuetudinario, cioè feudale, dal militarismo volontario, imitativo dello straniero e legislativo, caratteristico dei popoli contemporanei. Per lui, il fatto fondamentale è costituito dalla natura bellicosa o laboriosa dell’attività ordinaria. Ma dire che la cooperazione obbligatoria è caratteristica di ogni nazione in cui domina l’esercito, con il pretesto che l’organizzazione militare è essenzialmente coercitiva, significa dimenticare che una grande officina non è governata meno autoritariamente di un’orda barbara, di una compagnia di vassalli, o anche di un reggimento moderno. In Perù, sotto gli Incas, non sono forse più diffusi i grandi falansteri delle grandi caserme? Eppure, mai dispotismo guerriero è stato più regolamentare di questo dispotismo agricolo. Questo perché l’obbedienza alla consuetudine non è mai stata più rigorosa, se non in Cina. La Cina è il paese meno bellicoso, il più lavoratore che ci sia al mondo: tuttavia, la cooperazione è quanto più obbligatoria possibile, l’intolleranza è assoluta e la centralizzazione amministrativa è spinta tanto lontano quanto lo può permettere l’assenza di ferrovie e di telegrafi su un territorio tanto esteso; poiché il giogo della consuetudine, cioè il dominio degli antenati, pesa su tutti, a cominciare dall’imperatore Allrounder by Mephisto P2005034 amazonshoes neri dOLLeom
.

84 Spencer attribuisce al militarismo, maggiormente sviluppato in Francia da guerre più frequenti che in Inghilterra, il carattere regolamentare e centralizzatore dell’ francese (completato sotto questo aspetto, come sappiamo, dalla Rivoluzione). Ma, se osserviamo questo carattere vediamo che si accentua a seconda degli abusi del potere reale che, appoggiandosi soprattutto sulle comuni, cioè sulle classi industriali della nazione, si rafforza a scapito della casta bellicosa dei signori feudali, e finisce per impedire, se non le guerre esterne, intermittenti, almeno le guerre intestine, costanti, a maggior profitto del lavoro. Il re di Francia è stato essenzialmente un pacificatore. Se l’Inghilterra è rimasto un paese di relativa decentralizzazione, è perché si è conservato aristocratico. La sua ricchezza industriale, che non era superiore a quella francese prima della fine dell’ultimo secolo, non arrivò mai a questo risultato. Quanto alla tendenza tutta recente delle nazioni contemporanee al socialismo di stato – la grande obbiezione contro l’influenza liberale attribuita da Spencer allo sviluppo industriale, e che costituisce una smentita così formale alle sue prospettive sull’avvenire politico – è forse permesso interpretarla come un effetto accidentale e temporaneo dell’armamento esagerato imposto all’Europa dall’ultima guerra franco-tedesca? E non sarebbe più esatto attribuire a questo movimento profondo, invincibile, che presenta tutte le caratteristiche della durata, una ragione non casuale, non esterna, ma interna e permanente, che ricolleghi intimamente i progressi dello stato moderno proprio ai progressi dell’industria e della democrazia moderne? Giesswein Vaterstetten amazonshoes neri cTUeXl
.

85 Questa ragione, è fornita dall’abitudine che diventa ogni giorno più generale di prendere esempio intorno a sé, nel presente, invece di prendere esempio esclusivamente dietro di sé, nel passato. Da quando regna questa abitudine bisogna osservare che, in pace o in guerra, le nazioni contemporanee vengono spinte verso la centralizzazione e l’unificazione a oltranza, come anche verso l’allargamento dello stato democratico, sia in superficie che in profondità; allo stesso modo, quando regnava l’abitudine opposta, la guerra e la pace, gli assedi dei castelli e i prodotti delle corporazioni, concorrevano a mantenere la suddivisione feudale. Perché? Perché l’imitazione esterna produce l’ampia uniformità delle idee e dei gusti, degli usi e dei bisogni, che rende possibile, e poi necessaria, non soltanto la fusione dei popoli simili, ma anche l’uguaglianza dei diritti e delle condizioni di vita, cioè la somiglianza giuridica tra i cittadini di tutti i popoli, diventati simili per tanti altri aspetti. E inoltre, perché questa uniformità rende possibile, e poi necessaria, la nascita della grande industria, la produzione meccanizzata, come anche della grande guerra, la distruzione meccanizzata. E infine, perché questa stessa uniformità, da cui consegue che tutti gli uomini hanno lo stesso valore, induce necessariamente a trattare gli uomini come se fossero delle unità simili, a contarli e a valutare numericamente la loro volontà attraverso il suffragio universale e le loro azioni attraverso la statistica, e a piegarli tutti insieme sotto una disciplina uniforme attraverso queste altre macchine che vengono chiamate amministrazioni e uffici. Ciò che vi è di essenziale e di veramente causale in tutto questo, è proprio la moltiplicazione delle relazioni tra le classi e tra i popoli; e questo fatto è così vero che la trasformazione sociale di cui si tratta è sorta poco dopo le invenzioni moderne relative alla stampa, ai mezzi di trasporto e alle corrispondenze, in quanto si è sviluppata parallelamente alla diffusione di queste invenzioni, tanto che, là dove non è ancora nata, è sufficiente la costruzione di ferrovie e la posa di pali telegrafici per inaugurarla. Se la democrazia americana presenta a un grado notevole i tratti che Tocqueville attribuisce a tutte le democrazie in generale e, in particolare, alle democrazie europee, e ne ha fornito il loro ritratto anticipato, è perché l’America del Nord ha superato l’Europa nell’impiego ampio e ardito dei nuovi mezzi di trasporto, dei battelli a vapore e delle ferrovie; e anche perché da nessuna parte si è mai viaggiato così tanto, né così velocemente, né si è mai visto un tale scambio di lettere e telegrammi.

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Paolo Borghi
Ricercatore sociale e project manager freelance
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Paolo Borghi
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I bisogni di rappresentanza dei professionisti indipendenti (i cosiddetti I-Pros ) sono ormai entrati a far parte del dibattito pubblico, seppur in modo frammentato e carsico, passando da momenti di significativa visibilità mediatica a periodi in cui il silenzio prevale su una categoria di lavoratori che godono solo marginalmente delle protezioni sociali garantite ai lavoratori standard. La progressiva emersione dei problemi vissuti dai professionisti indipendenti, e in particolare di quelli più giovani, ha generato ricadute positive anche all’interno delle organizzazioni sindacali, in particolare nella CGIL, favorendo la percezione che la condizione dei professionisti indipendenti vada affrontata con urgenza.

Nel campo della rappresentanza di questa categoria di lavoratori, prevalgono tuttora dinamiche contrastanti tra mire egemoniche, dinamiche competitive e prove di cooperazione. Alcuni segnali di collaborazione fra soggetti fortemente in contrasto nel recente passato – facciamo qui riferimento, ad esempio, alla CGIL e a Re.Re.Pre. (Rete dei Redattori Precari) – sembrano delineare una nuova fase caratterizzata da sperimentazione di alleanze inedite e da una volontà di definire linguaggi e pratiche comuni necessarie alla costruzione di coalizioni più stabili e trasversali di quelle sperimentate in passato.

Sembra infatti ormai essersi consolidata la prima fase del processo di rappresentanza dei professionisti indipendenti, quella in cui alcuni gruppi e organizzazioni pioniere si fanno carico della gravosa ed ignorata necessità di raccogliere le istanze e i bisogni di queste nuove figure professionali. Il consolidamento della prima fase e l’emersione, nel dibattito pubblico, delle problematiche professionali vissute dagli I-Pros, permette il graduale passaggio ad una seconda fase in cui si sperimentano alleanze inedite e tentativi di costruire coalizioni in grado di avere un peso significativo nell’interlocuzione con le istituzioni.

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Prodotti interessati: After Effects
16 maggio 2017

Organizzare, visualizzare, gestire e tagliare gli elementi di metraggio

Le composizioni e gli elementi di metraggio sono elencati nel pannello Progetto. A differenza degli elementi del pannello Timeline o Controlli effetti, l’ordine degli elementi nel pannello Progetto non influisce sull’aspetto dei filmati che create. Potete organizzare gli elementi di metraggio e le composizioni in qualsiasi modo desideriate, persino organizzarli in cartelle. Gli elementi di metraggio in tinta unita vengono automaticamente inseriti nella cartella Solidi.

Le cartelle create nel pannello Progetto sono presenti soltanto nel pannello Progetto. Potete espandere una cartella in modo da esaminarne il contenuto e inserire cartelle all’interno di altre cartelle. Per spostare un file o una cartella al grado più alto del pannello Progetto, trascinate il file o la cartella sull’area di informazioni grigia nella parte superiore del pannello.

Potete utilizzare il campo di ricerca nel pannello Progetto per trovare gli elementi di metraggio che soddisfano vari criteri, come ad esempio quelli che non dispongono di file sorgente. Consultate Cercare e filtrare nei pannelli Timeline, Progetto ed Effetti e predefiniti .

Questa utile esercitazione video realizzata da Jeff Sengstack e Infinite Skills spiega come organizzare le risorse nel pannello Progetto.

Script per la gestione degli elementi di metraggio

Nel Casadei ankle buckle sandals Nude amp; Neutrals farfetch grigio Ub3T1oZlTZ
di Jeff Almasol è disponibile uno script per scrivere automaticamente le informazioni specificate sugli elementi di metraggio o sui livelli nei campi Commento dei rispettivi elementi nel pannello Progetto o Timeline.

Nel sito Web di Christopher Green è disponibile uno script (Project_Items_Renamer.jsx) che consente di rinominare le composizioni e gli elementi di metraggio selezionati nel pannello Progetto. Potete effettuare ricerche e sostituzioni di testo nei nomi, aggiungere dei caratteri all’inizio o alla fine dei nomi o tagliare un dato numero di caratteri dall’inizio o dalla fine dei nomi.

Nel gt;BMM10 CALZATURE yoox marroni Pelle NcJUOrgd
è disponibile uno script realizzato da Lloyd Alvarez che consente di effettuare una ricerca in un progetto After Effects e sostituire i percorsi dei file per gli elementi di metraggio sorgente. Questo risulta utile qualora sia necessario scambiare i file sorgente oppure aggiornare un progetto dopo lo spostamento dei file sorgente o dopo aver portato il progetto su un altro sistema.

Visualizzare le informazioni per gli elementi

Creare una cartella

Scegliete File> Nuovo> Nuova cartella o fate clic sull’icona Crea una nuova cartella nella parte inferiore del pannello Progetto.

Rinominare e ordinare gli elementi

Selezionate l’elemento nel pannello Progetto, premete Invio (Windows) o Invio (Mac OS) e immettete il nuovo nome.

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